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La chiave ritrovata di Chiara Caprettini

Procedimento

1
Sciacquate bene il salmone e asciugatelo con uno scottex. In un recipiente mescolate bene tutti gli ingredienti. Trasferite il salmone in un recipiente e copritelo in modo uniforme con la marinata.
2
Coprite con pellicola trasparente e adagiate sopra il recipiente una tazza o un altro peso. Trasferite in frigorifero per 24 ore. Trascorso il tempo, girate il salmone e lasciatelo ancora a riposare per 12 ore.
3
Una volta pronto, togliete il salmone dal frigorifero, eliminate la marinata e tagliatelo a fettine. Servite il salmone con le chips di verdura
Per esaltare maggiormente il sapore si può accompagnare con un po’ della marinata restante.

Informazioni

Difficoltà:

Facile

Preparazione:

1 min

Dosi per:

Ingredienti
  • 500 g di filetto di salmone norvegese senza pelle (abbattuto)
  • 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere Emilia Zaini
  • 3 cucchiai di aceto balsamico al fico
  • 2 cucchiai di sciroppo d’acero
  • 50 ml di Porto rosso
  • 1 cucchiaino di aneto
  • q.b. pepe rosa e pepe nero
  • chips di patata dolce per accompagnare

La chiave ritrovata di Chiara Caprettini

Informazioni

Difficoltà:

Facile

Preparazione:

1 min

Dosi per:

Ingredienti
  • 500 g di filetto di salmone norvegese senza pelle (abbattuto)
  • 2 cucchiaini di cacao amaro in polvere Emilia Zaini
  • 3 cucchiai di aceto balsamico al fico
  • 2 cucchiai di sciroppo d’acero
  • 50 ml di Porto rosso
  • 1 cucchiaino di aneto
  • q.b. pepe rosa e pepe nero
  • chips di patata dolce per accompagnare

Procedimento

1
Sciacquate bene il salmone e asciugatelo con uno scottex. In un recipiente mescolate bene tutti gli ingredienti. Trasferite il salmone in un recipiente e copritelo in modo uniforme con la marinata.
2
Coprite con pellicola trasparente e adagiate sopra il recipiente una tazza o un altro peso. Trasferite in frigorifero per 24 ore. Trascorso il tempo, girate il salmone e lasciatelo ancora a riposare per 12 ore.
3
Una volta pronto, togliete il salmone dal frigorifero, eliminate la marinata e tagliatelo a fettine. Servite il salmone con le chips di verdura
Per esaltare maggiormente il sapore si può accompagnare con un po’ della marinata restante.

Scopri il racconto che ha ispirato questa ricetta

Salmone e Porto.
Nord Europa e Portogallo.
E il collante in un cacao amaro che altro non è che la manifestazione della cura verso il tempo e l’amore per la famiglia e le tradizioni.
Ho trovato la chiave, quella in grado di decifrare il mistero dietro due luoghi che mi descrivono e mi appartengono. Nord Europa e Portogallo, inspiegabili perché così lontani, così diversi, accomunati dalla forza del mare, eppure opposti, eppure simili.

Non so perché ci innamoriamo: di una persona, di un tempo passato o futuro, di un’idea, di un posto. Le leggi dell’amore sfuggono come porte senza serrature. Non sai come fare ad entrare, fino a quando comprendi che la porta era socchiusa. Aspettava solo te per essere aperta. Ecco, forse è questa la legge dell’amore: saper trovare la porta socchiusa che ti attendeva.

Per me è stato così con l’oceano portoghese: spaventoso, indecifrabile, fragile e malinconico. Quanta speranza in quei gabbiani posati sulla sabbia, intimoriti dalle sue onde, sopraffatti da quella bellezza che spaventa. Chissà poi perché il bello deve fare paura…

Così è stato per me con il Nord Europa: raggiungerlo la prima volta è stato come scalare un desiderio e trasformarlo da stella lontana a realtà. Il Nord mi ha insegnato che la realtà supera sempre il sogno, ciò che viviamo sovrasta l’immaginario perché è molto, molto di più.

Il meglio non è il risultato, ma il percorso per raggiungerlo.

Come quando in cucina mi dedico alle lunghe preparazioni che necessitano di tutto il nostro tempo e la nostra pazienza. È il miracolo del saper aspettare ma nello stesso tempo è il miracolo che si compie quando ci rendiamo conto che tutto necessita del nostro amore. Le vite che creiamo ogni giorno si modellano sulla base delle nostre volontà: così è il cibo, abile connettore di mondi lontani, libro che racconta di antenati, ricette, pensieri, gioie tramandate e assaggiate.

Zàini e il suo cioccolato Emilia mi hanno offerto l’occasione preziosa per interrogarmi su tutto questo, e poi il tempo e la bellezza del dedicarsi al pensiero di gesti, ricordi, ricette…

Ho trovato la chiave. Il senso del tempo mi ha insegnato ad aspettare e avere rispetto di quell’attesa: tendere verso qualcosa è sempre qualcosa di straordinario, perché ci fa sentire divini nei nostri sogni e nello stesso tempo maledettamente umani nelle nostre fragilità. Il miracolo non è in ciò che troviamo, ma in come tendiamo a, in come trasformiamo il senso del tempo in un segno del tempo, la chiave per capirci e capire.

Portogallo e Nord Europa in un piatto che amo infinitamente preparare, perché si realizza sempre nello stesso modo ma il risultato cambia sempre, perché il Gravlax nasce come salmone marinato con aneto e altre spezie, ma poi nel suo grembo sa sempre accettare qualche pezzetto di noi. Come quella volta in cui l’ho marinato con il peperone Crusco, e lui è diventato così rosso e buono da essere in grado di incarnare in sé tutto il sole lucano.

Ah, come respiro. Apro la porta socchiusa, e dietro trovo Emilia: a volte penso che mi piacerebbe una tata così, a cui raccontarmi. Lei che ha dato il nome a un cioccolato che è diventato una vera e propria icona…

Le rubo del cacao amaro dalla dispensa, ho capito che andrà benissimo per il mio gravlax portoghese.
E mentre le ore passano e il mio frigo racchiude segreti di mondi lontani, mi concentro sul senso di questo cacao.

Forse è così, ho trovato la chiave. In questo piatto così immenso – dove il mare norvegese esplode quasi come una cascata, e il Porto canticchia Fado a voce bassa, con nostalgia ed eleganza e un pizzico di dolore – il sentimento del tempo dà significato al tutto.

Allora ho capito: che non possiamo pensare di amare poco se siamo in grado di amare infinitamente; che non dobbiamo permetterci di perdere nulla per strada, né briciole di pane né briciole d’oro; che se amiamo ciò che è stato possiamo tornare ad amare ciò che sarà e che c’è sempre un luogo nato per noi in grado di svelarci.
Apro il frigo: finalmente è giunto il momento. Ho pazientato per lunghissime ore, confesso che ogni tanto andavo a sbriciare affinché tutto andasse bene. Il salmone è il mio salmone, deve esserci tutto di me lì dentro, soprattutto ciò che ancora di me non ho capito.

Il cacao è un velo, mi ha svelato e quando taglio delle fettine – spesse e carnose – tutto si manifesta. Ho trovato la porta socchiusa, e sono entrata.
E così, grazie alla tua dispensa, mia cara Emilia, io ho trovato la chiave.

@zaini1913 #StorieDiCioccolatoZaini
CHIARA CAPRETTINI @NORDFOODOVESTEST

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