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Il gesto del custodire di Cecilia Caprettini

Procedimento

1
In un pentolino unite il cacao, lo zucchero, l’amido di mais e lo zenzero e mescolate bene.
2
Aggiungete panna e latte gradualmente al fine di non creare grumi.
3
Scaldate a fiamma molto bassa fino a ottenere una cioccolata bella densa.
4
Decorate con oro alimentare (o meringhette).

Informazioni

Difficoltà:

Difficile

Preparazione:

90 min

Dosi per:

Ingredienti

Per una tazza:

  • 150 ml di latte intero*
  • 100 ml di panna*
  • 30 gr di zucchero integrale
  • 25-30 gr di amido di mais
  • 1 pizzico di zenzero in polvere

Il gesto del custodire di Cecilia Caprettini

Informazioni

Difficoltà:

Difficile

Preparazione:

90 min

Dosi per:

Ingredienti

Per una tazza:

  • 150 ml di latte intero*
  • 100 ml di panna*
  • 30 gr di zucchero integrale
  • 25-30 gr di amido di mais
  • 1 pizzico di zenzero in polvere

Procedimento

1
In un pentolino unite il cacao, lo zucchero, l’amido di mais e lo zenzero e mescolate bene.
2
Aggiungete panna e latte gradualmente al fine di non creare grumi.
3
Scaldate a fiamma molto bassa fino a ottenere una cioccolata bella densa.
4
Decorate con oro alimentare (o meringhette).

Scopri il racconto che ha ispirato questa ricetta

Era a La Spezia la casa della bisnonna e per me bambina era un sogno.

Ora riconosco in quell’ambiente della memoria fatto di tante stanze e un lungo corridoio che si apriva sul salone affacciato sul Golfo dei Poeti l’immagine di una casa dal sapore letterario un po’ nello stile dei romanzi di Isabel Allende. Ed è proprio con Amneris, nella sua casa del sogno, che ho imparato il valore e la bellezza degli oggetti appartenuti agli antenati, depositari e testimoni della nostra storia personale e famigliare.

La bisnonna aveva una grande zuppiera bianca e candida con un pomolo a forma di melograno: la sua funzione era quella di essere un contenitore un po’ magico. Era un rito, il nostro rito: la nonna, con le sue mani piccole e nodose sollevava il pesante coperchio.

Lo dischiudeva piano e al suo interno prendeva, con un gesto che sapeva di incantesimo, un blocco di cioccolato amaro, a cubi e nerissimo. Il mio ricordo è quel gesto, il rito, e solo dopo viene il sapore. O forse è stato il sapore a inscrivere con forza il ricordo che ancora oggi conservo sotto forma di quella zuppiera Ginori, oggetto della memoria e del sentimento.

E poi Amneris con grazia appoggiava il pesante coperchio: il cioccolato veniva riposto nella pancia rigonfia della zuppiera di porcellana bianca e la magia tornava a farsi silenziosa e custodita.

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