L’estate, quando ero bambina, per me significava soprattutto fare i conti con la noia; la villeggiatura la passavamo nella nostra casa in collina nel Monferrato, dove avevo tutta la natura che volevo a disposizione, ma ben pochi compagni di gioco.
Per fortuna avevo, già da allora, la passione per la cucina e in particolare per i dolci, così era tanto, in quei giorni tranquilli, il tempo che passavo in cucina con la mamma. Tutto prese un altro significato quando ricevetti in dono il mio primo manuale di cucina “Le ricette di Nonna Papera”, dopo averlo studiato a lungo chiesi alla mamma di fare un dolce tutto da sola e me lo consentì.
Sapeva che ero meticolosa e non avventata, ma glielo volevo dimostrare nei fatti. Scelsi di riprodurre il Riccio di Cioccolato e ancora ricordo la precisione con cui lo trapuntai con tanti pinoli (la ricetta indicava mandorle, ma avevamo tanti pinoli in casa!). La soddisfazione provata sottopelle quando ho mostrato in famiglia il risultato è indimenticabile, anche per il loro stupore!
Da allora è rimasta la mia ricetta del cuore!