Dosi per stampo per ciambella da 22cm di diametro:
Dosi per stampo per ciambella da 22cm di diametro:
“Impara da me”. Mentre lo diceva si portava con leggerezza una mano al cuore, mia nonna, e io ero già certa che fosse la migliore insegnante che potessi avere, con più tempo a disposizione della mamma, con un’infinita esperienza di vita -era nata nel 1903!- ma dotata di una modernità e uno spirito strabilianti.
Fu lei ad avviarmi all’arte della cucina, nel senso che con lei ogni tecnica assumeva un significato artistico. Cominciammo da una semplicissima ciambella bicolore e nonostante siano trascorsi cinquant’anni da allora, la memoria di quei pomeriggi è vivida, e colma di tempo dilatato, di delicatezza nei gesti, e anche di un modo speciale di insegnare il significato dell’attesa e la sua ricompensa.
Tutto era rituale, preciso: la pesatura di ogni ingrediente, la sua disposizione sul tavolo, secondo l’ordine di utilizzo. Poi, si arrivava al momento sacro: sciogliere il cioccolato. Niente scorciatoie moderne: solo il lento e paziente calore del bagnomaria, nel pentolino appoggiato sopra l’acqua bollente. Contemporaneamente, si fondeva il burro, che sprigionava quel profumo rassicurante.
E poi, via: si incorporavano energicamente le uova con lo zucchero, il burro fuso, il latte, la farina e il lievito. Solo ingredienti semplici, che sapevano di casa. Finalmente si passava al momento magico delle trasformazioni! L’impasto chiaro e spumoso appena ottenuto si divideva in due parti uguali.
In una si versava il cioccolato fuso che trasformava tutto in un altro colore: bruno intenso e lucido. Quindi si iniziava ad alternare i due impasti: un cucchiaio di quello chiaro e uno di quello scuro, e così via, creando strati concentrici di colore. Infine, con uno stecchino, la nonna creava eleganti arabeschi, mescolando delicatamente i confini, per ottenere una perfetta venatura marmorizzata.
Ma la parte più bella, la ricompensa segreta dopo tanta dedizione, era una sola: che mi lasciasse leccare le due ciotole prima che finissero nel lavello: un momento di pura e indimenticabile felicità.