Mi dissero di presentarmi dinanzi alla signora che era appena “arrivata dall’estero”.
Ubbidii e dinanzi a costei, feci il gesto del saluto thailandese: le palme delle mani unite, in segno di preghiera e la testa abbassata, in segno di rispetto.
Quando rialzai la testa vidi davanti a me una donna. Era bellissima, vestita con abiti eleganti e in stile occidentale, come quelle che si vedevano nelle riviste di moda.
Le dissi in Thai: “Buongiorno Signora”.
Lei mi guardò e, commossa, rispose: “Ma sono io, sono la tua Mamma, ricordi? Guarda cosa ti ho portato dall’Italia: il cioccolato! Ti piace il cioccolato? Lo conosci?”.
No.
Non conoscevo nè lei, nè il cioccolato.
“Mi piace tanto, grazie. Sembra così buono.” risposi con l’eleganza di una bambina di sei anni.
In realtà, ne avevo tre.
Questo è il mio primo ricordo del cioccolato.
E di mia madre.
Vivevo a Bangkok con la nonna e lo zio mentre lei, per assicurarmi un futuro migliore, partì per l’Italia in cerca di fortuna.
E così è stato.
Nel giorno di oggi, l’8 marzo, il mio pensiero non può che andare a lei e a tutte le donne che, contro ogni avversità e lo sguardo bigotto della società, prendono in mano la loro vita e percorrono nuove sfide.
Mia mamma, dopo una gravidanza inattesa e gli occhi indiscreti del villaggio, prese un volo intercontinentale per tentare la sorte e promise a sé stessa che sarebbe tornata in Thailandia, da donna matura e orgogliosa.
Non tutto andò come previsto, perché certi viaggi ti lasciano una cicatrice profonda, da cui non si guarisce più.
Ma eccomi qui, più di 40 anni dopo.
A riflettere che forse una parte della mia forza la devo proprio a lei.
Auguri a tutte le donne coraggiose
Auguri a tutte noi.
Una ricetta che ricorda la forza di noi donne: fuori forti e compatte e dentro, un cuore che si scioglie al primo morso.
Grazie @Zaini.1913
Che chiedendomi un racconto me lo hai fatto ricordare.
@storiedicioccolato