Mi piace la cucina della mia casa.
È grande e ci accoglie tutti e sei. Mi piace quando è vuota e ci aspetta. La amo quando è piena di noi. Mi guardo attorno. Le antine verdi mettono allegria. Le vetrate sulla sala mi permettono di vedere cosa accade di là. La mia famiglia è caotica, molto, ma in cucina ci riuniamo tutti ed i miei occhi di bimba si guardano attorno e gioiscono. Papà, mio fratello Umberto, mamma all’altro capo della tavola, mi sta di fronte.
Poi ci sono Davide e Diego. Ancora non lo so che saranno le mie rocce, i miei punti saldi, ma già siedono alla mia destra. Ci sono. La mia casa è spesso vuota. I miei genitori lavorano molte ore. I miei fratelli studiano in collegio, rientrano più tardi di me ed io sono spesso sola.
Ma non oggi. Oggi c’è mamma a casa con me. È una cosa rara e io la respiro, questa aria, perché profuma di cosa preziosa. Sono seduta in cucina e la osservo, la mia mamma. Quelle mani piene di lavoro, quella testa colma di problemi, oggi, proprio ora, sembrano muoversi con inconsueta leggerezza. Il suo viso è più dolce del solito, i suoi occhi oggi, quando mi guardano, mi vedono.
Ha messo a bagno del pane raffermo nel latte, proprio come fa il nonno al mattino per colazione, ma lei lo ha messo in quantità nella ciotola bianca e gialla dell’insalata. Resto, osservo. Schiaccia con una mano il pane, ora ammorbidito, aggiunge uova, zucchero e il cioccolato amaro in polvere. Un cucchiaio, poi un altro, poi tre. Oggi è il giorno delle cose speciali.
Le sue mani mescolano, infornano, i miei occhi osservano. Chiacchieriamo, ci raccontiamo in una pace che non ci appartiene, ma oggi è così nostra. La torta di pane, la sua ricetta semplice, rustica, ha reso questo giorno il nostro giorno.
Affondo i denti e il cuore in una fetta al cioccolato e felicità. Guardo la mamma e comprendo che questo momento così prezioso resterà