Stampo da 15 cm di diametro:
Per la crema pasticcera al cioccolato:
Per la glassa lucida al cioccolato:
Stampo da 15 cm di diametro:
Per la crema pasticcera al cioccolato:
Per la glassa lucida al cioccolato:
Bella idea ha avuto Andrea: finalmente ha organizzato una cena da Stefano, un uomo bellissimo e affascinante che da mesi occupa i miei pensieri, sono una trentenne alla ricerca del grande amore.
Intorno alla tavola subisco il fascino di uno spirito vivace e creativo. L’atmosfera è rilassata: tutti simpatici, tutti di buonumore. Ecco, il momento è arrivato: quello del dolce.
L’ho preparato con la massima cura. Non vorrei dire “con amore”, ma quasi: l’ho preparato pensando a lui e la nostro futuro insieme. Arriva in tavola la mia torta di cioccolato. Non è grande, anzi direi che è una piccola torta, perfettamente tonda e bassa, ricoperta da una glassa lucida e uniforme.
Più che una glassa, è un ottimo cioccolato fondente sciolto con la panna. Mi è sembrato quasi un miracolo vederla colare sulla base, lasciata raffreddare una volta uscita dal forno. Mi è sembrata perfetta. Come lui. Ora però mentre la vedo in tavola adagiata con studiata cura sulla carta pizzo immacolata mi pare insignificante. Non farò colpo. Non piacerà. Non piacerò. Osservo lui, senza farmi notare, nel momento esatto in cui la assaggia. E’ come se dovesse assaggiare me…mi sento sotto esame e…la sua espressione cambia.
Sì!!! E’ un sorriso!!! “Non puoi averla fatta tu, “dice. “E’ buonissima! E’ la sacher?” Mi si incrina qualcosa dentro. “Certo che l’ho fatta io!” penso, “e probabilmente non mi verrà più così buona. Mai più così semplicemente perfetta.
E poi non è la sacher!!!” Sono delusa. Lo capisco da come mi saluta quando ci congediamo: non lascerò il segno ma forse, anzi sicuramente, lo ha lasciato la mia torta. Infatti mi chiede la ricetta. La ricetta della mia “Non è la sacher”.