Per 8-10 pagnottine:
Per farcire:
Per decorare:
Per 8-10 pagnottine:
Per farcire:
Per decorare:
Era la mattina di Pasqua, giorno sacro e unico nell’universo, e nel piccolo mondo di una bambina che mangiava il cioccolato solo in quel prezioso momento di rinascita. In quel giorno, mentre la casa profumava di fiori e di cera, prendeva il suo piccolo uovo di cioccolato e si nascondeva nell’armadio.
Chiudeva gli occhi e lo assaggiava in silenzio, quasi come una preghiera. Nel buio sentiva solo il battito del suo cuore e quel sapore dolce e profondo che diventava un piccolo istante di eternità. La mamma la osservava da lontano, sorridendo.
Poi, un giorno, decise di entrare nel suo piccolo rito. Le bendò piano gli occhi, con uno canovaccio di cotone e, ridendo, le mise tra le dita un pezzettino di cioccolato. “Indovina? Fondente o al latte?” – chiedeva la mamma.
E la bambina, con la bocca che rideva, assaggiava piano, cercando di riconoscere la dolcezza, la nota amara, il miracolo di ogni sapore. La mamma, vedendo quanto poco cioccolato fosse rimasto, ebbe un’idea per moltiplicare quella piccola ricchezza; come in un gesto antico, decise d’impastare un pane e, prima di infornarlo, vi nascose dentro scaglie di cioccolato.
Quando il profumo riempì la casa, sembrò che fosse Pasqua di nuovo, non solo per il gusto, ma per l’amore che si moltiplicava attraverso quella piccola pagnotta calda.
Trasformazione in ricetta biografica: un piccolo pane al cioccolato che si collega anche alla professione dell’autrice.