Per la glassa:
Per la glassa:
Natale 1992, ho 25 anni, uno dei Natali più belli della mia vita. Da luglio 1990 la vita della mia famiglia ha subito un drastico cambiamento a seguito della malattia della mia mamma.
In questi ultimi due anni abbiamo vissuto sulle montagne russe, prendendo fiato ogni volta che ci sembrava di essere usciti dal tunnel della malattia, per precipitare nel vuoto ad ogni ricaduta. Dicembre ’92, si avvicina il Natale e per noi è un periodo “SI”, arriva una dichiarazione di guarigione, la mia mamma sta bene e allora per le feste natalizie ci si organizza per stare tutti insieme.
Le mie origini sono lucane, siamo una famiglia numerosa e per noi stare tutti insieme con zii e cugini vuol dire preparare pranzi e cene per una ventina di persone.
Tra i dolci tipici della Basilicata ho sempre avuto una preferenza per dei biscotti al cioccolato, i mostaccioli lucani (non mi ricordo come vengono chiamati in dialetto), e durante quelle festività, proprio per celebrare la “guarigione” della mia mamma, invece di far arrivare il consueto “pacco da giù”, le cuoche della famiglia (principalmente mia nonna e sua sorella) cucinano parecchi piatti tradizionali tra cui anche i “miei” mostaccioli.
Ricordo giorni movimentati, ricchi di allegria, condivisione ed emozioni. Ovviamente all’epoca io, poco più che ventenne, non ero attratta dall’arte di cucinare e non ho purtroppo collaborato con le “cuoche di casa” preferendo ridere e scherzare con sorelle e cugini.
Ho un bellissimo ricordo di quell Natale, anche perché dopo poco più di un mese quell’allegria si è trasformata nel più grande dei dolori: mia mamma ha avuto un’altra ricaduta, l’ultima, ed è mancata il 23 febbraio 1993. Negli anni sono venute a mancare anche le “cuoche” ed il mio rammarico più grande è quello di non aver raccolto la loro eredità culinaria, imparando a cucinare i piatti della tradizione che ogni tanto provo a replicare purtroppo senza molto successo.
Oggi ho 58 anni, ho un compagno e due figli, il Natale rappresenta per me e per la mia famiglia sempre una festa particolare che viviamo con gioia ed allegria, ma ogni anno un pensiero malinconico va sempre a quel Natale del 92, l’ultimo passato con la mia mamma.