Le nostre ricette

Trova la tua ricetta preferita

L’ultimo dolce di Natale di Antonella Grieco

Procedimento

1
Mescolate su una spianatoia la farina, lo zucchero, le mandorle tostate e tritate, il cacao, il miele, la cannella, la vaniglia, la scorza di arancia grattugiata.
2
In un recipiente fate scogliere il lievito per dolci nel succo di limone (in alternativa nel latte) e versate nel composto con la farina. Impastate il tutto con dell’acqua tiepida (q.b.).
3
Una volta ottenuto un impasto morbido e liscio lasciate riposare per circa mezz’ora. Stendete la sfoglia che dovrà essere spessa almeno 2 cm.
4
Dall’impasto ricavate quindi dei dolcetti di forma romboidale lunghi circa 7-8 cm e larghi 4 cm.
5
Quindi coprite la teglia con carta forno e cospargete di zucchero, distribuite i biscotti ed infornate e cuocete a 180° per 10-12 minuti circa.
6
Per la glassa sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e una volta che i biscotti si saranno raffreddati ricopriteli di glassa su entrambi i lati. Adagiateli su una granella
Fai la prova stecchino (ai lati, non al centro!).

Informazioni

Difficoltà:

Difficile

Preparazione:

90 min

Dosi per:

Ingredienti
  • 300 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele
  • 80 gr di mandorle tostate e tritate
  • 12 gr di lievito per dolci
  • 50 gr di cacao amaro in polvere Emilia Zàini
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 arancia
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • succo di limone q.b.

Per la glassa:

  • 200 gr di cioccolato fondente Emila Zàini

L’ultimo dolce di Natale di Antonella Grieco

Informazioni

Difficoltà:

Difficile

Preparazione:

90 min

Dosi per:

Ingredienti
  • 300 gr di farina 00
  • 100 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio di miele
  • 80 gr di mandorle tostate e tritate
  • 12 gr di lievito per dolci
  • 50 gr di cacao amaro in polvere Emilia Zàini
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 arancia
  • semi di 1 bacca di vaniglia
  • succo di limone q.b.

Per la glassa:

  • 200 gr di cioccolato fondente Emila Zàini

Procedimento

1
Mescolate su una spianatoia la farina, lo zucchero, le mandorle tostate e tritate, il cacao, il miele, la cannella, la vaniglia, la scorza di arancia grattugiata.
2
In un recipiente fate scogliere il lievito per dolci nel succo di limone (in alternativa nel latte) e versate nel composto con la farina. Impastate il tutto con dell’acqua tiepida (q.b.).
3
Una volta ottenuto un impasto morbido e liscio lasciate riposare per circa mezz’ora. Stendete la sfoglia che dovrà essere spessa almeno 2 cm.
4
Dall’impasto ricavate quindi dei dolcetti di forma romboidale lunghi circa 7-8 cm e larghi 4 cm.
5
Quindi coprite la teglia con carta forno e cospargete di zucchero, distribuite i biscotti ed infornate e cuocete a 180° per 10-12 minuti circa.
6
Per la glassa sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente e una volta che i biscotti si saranno raffreddati ricopriteli di glassa su entrambi i lati. Adagiateli su una granella
Fai la prova stecchino (ai lati, non al centro!).

Scopri il racconto che ha ispirato questa ricetta

Natale 1992, ho 25 anni, uno dei Natali più belli della mia vita. Da luglio 1990 la vita della mia famiglia ha subito un drastico cambiamento a seguito della malattia della mia mamma.

In questi ultimi due anni abbiamo vissuto sulle montagne russe, prendendo fiato ogni volta che ci sembrava di essere usciti dal tunnel della malattia, per precipitare nel vuoto ad ogni ricaduta. Dicembre ’92, si avvicina il Natale e per noi è un periodo “SI”, arriva una dichiarazione di guarigione, la mia mamma sta bene e allora per le feste natalizie ci si organizza per stare tutti insieme.

Le mie origini sono lucane, siamo una famiglia numerosa e per noi stare tutti insieme con zii e cugini vuol dire preparare pranzi e cene per una ventina di persone.

Tra i dolci tipici della Basilicata ho sempre avuto una preferenza per dei biscotti al cioccolato, i mostaccioli lucani (non mi ricordo come vengono chiamati in dialetto), e durante quelle festività, proprio per celebrare la “guarigione” della mia mamma, invece di far arrivare il consueto “pacco da giù”, le cuoche della famiglia (principalmente mia nonna e sua sorella) cucinano parecchi piatti tradizionali tra cui anche i “miei” mostaccioli.

Ricordo giorni movimentati, ricchi di allegria, condivisione ed emozioni. Ovviamente all’epoca io, poco più che ventenne, non ero attratta dall’arte di cucinare e non ho purtroppo collaborato con le “cuoche di casa” preferendo ridere e scherzare con sorelle e cugini.

Ho un bellissimo ricordo di quell Natale, anche perché dopo poco più di un mese quell’allegria si è trasformata nel più grande dei dolori: mia mamma ha avuto un’altra ricaduta, l’ultima, ed è mancata il 23 febbraio 1993. Negli anni sono venute a mancare anche le “cuoche” ed il mio rammarico più grande è quello di non aver raccolto la loro eredità culinaria, imparando a cucinare i piatti della tradizione che ogni tanto provo a replicare purtroppo senza molto successo.

Oggi ho 58 anni, ho un compagno e due figli, il Natale rappresenta per me e per la mia famiglia sempre una festa particolare che viviamo con gioia ed allegria, ma ogni anno un pensiero malinconico va sempre a quel Natale del 92, l’ultimo passato con la mia mamma.

Le altre ricette