Storie di Cioccolato è un ricettario originale che abbiamo inaugurato nel 2022 e che si arricchisce ogni anno. La sua particolarità è di nascere da racconti autentici ispirati dal cioccolato: ricordi auto biografici dove il cioccolato compare come un personaggio della storia.
Al racconto segue la ricetta che lo celebra, dandogli forma e sapore. Gli autori del ricettario sono content creator con una passione infinita per il cibo, la cucina e il desiderio di condividere.
Storie di Cioccolato è un format esclusivo, coperto da copyright, ispirato dalla storia del cioccolato Emilia Zaini, il cioccolato col nome della tata Emilia.
Il nostro ricettario Storie di Cioccolato dal 2026 è diventato un laboratorio creativo di scrittura e cucina autobiografica aperto a tutti, che si tiene presso la sede di alcuni food content creator, già partecipanti a Storie di Cioccolato. Seguici su IG @zaini.1913 e scopri i corsi alla voce workshop.
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A scrivere un breve racconto autobiografico ispirato dal cioccolato, a trasformarlo in un dolce che rispecchi il racconto sia nel contenuto che nella forma, a inaugurare il primo ricettario di Cucina autobiografica: ricette e racconti di vita uniti nello stesso quaderno.
Qualcosa di prezioso, da costruire per sé, e da condividere in famiglia.
Vi raccontiamo un aneddoto di famiglia…
Il racconto riguarda Emilia, la tata che negli anni Quaranta badava ai piccoli di casa, Vittorio, Rosetta, Luisa e Piero, mentre loro madre Olga, prematuramente vedova, si occupava della gestione dell’azienda.
Ebbene si narra che Emilia amasse aiutare la cuoca soprattutto nella preparazione dei dolci e, avendo a disposizione scorte infinite di cioccolato, si dedicasse alla realizzazione e, talvolta, all’invenzione di dolci al cioccolato.
Naturalmente, essendoci in casa quattro bambini, i destinatari primari di queste creazioni erano loro. In ordine gerarchico, da Piero il primogenito fino a Vittorio il più piccolo tutti erano chiamati all’ingrato compito di assaggiare per merenda il gateau o la bavarese al cioccolato, le meringhe o la torta al cioccolato e canditi…
Piero, in particolare, già allora dotato di un gusto raffinato, non si limitava a fare scorpacciate, e trovava sempre dei suggerimenti per migliorare le preparazioni assaggiate. Le sue proposte venivano prese tanto seriamente dalla cuoca e dalla tata, da essere riportate su un quadernetto d’appunti destinato agli usi di famiglia.
Un bel dì, e qui storia e leggenda si confondono, la signora Olga chiamò la tata e con una certa solennità le comunico che aveva deciso di cambiar nome al prodotto di punta della Casa, il cioccolato da pasticceria, fino ad allora chiamato Block.
Lo avrebbe chiamato Emilia dedicandolo proprio a lei. La tata pasticcera, per ringraziarla di tutta la sua dedizione e anche, aggiungiamo noi, per i magnifici dolci al cioccolato che aveva inventato.
E le ricette che fine hanno fatto? Sulle confezioni di cioccolato Emilia venivano, e vengono ancora, pubblicate delle ricette: usanza che ricorre in molti prodotti alimentari confezionati, per consigliare i consumatori sul modo migliore di impiegarli. In questo caso si trattava di ricette sull’uso del cioccolato di pasticceria.
Qualche anno fa saltò fuori il libretto di appunti, con le ricette inventate in coppia dalla tata e dal giovane Piero e con esse l’idea di intitolare le ricette proposte sulle confezioni ai loro autori. Ma se la tata aveva già dato il proprio nome al cioccolato, toccava a Piero l’onore di intestarsi le ricette.
Per questo la nuova generazione Zàini decise di dedicargli appunto “Le ricette dello Zio Piero” riportandole sulle confezioni del cioccolato Emilia.